Praga
Josefov
E' il quartiere ebraico di Praga: il cimitero, il Museo dei Bambini di Terezin, i nomi dei deportati nella Sinagoga Sirokà sono posti a memoria di quello che è stato. Ma lo Josefov è anche un luogo pieno di fascino non tragico, in cui la presenza del Rabbino Low e del suo Golem è costante e si incrocia con le leggende sulla costruzione della Sinagoga Vecchionuova e la nuova vita, fatta di negozi di lusso e bancarelle di souvenir.

Quartiere ebraico
Il quartiere ebraico di Praga, lo Josefov, si erge sulla parte più settentrionale della città, di fronte al Castello, sull'altra sponda della Moldava. Per secoli gli ebrei di Praga vissero in difficili condizioni e dovettero sottostare a leggi discriminatorie. I cristiani li accusavano di appiccare incendi o di avvelenare pozzi e solo la salita al trono di Giuseppe II nel 1784, portò a delle condizioni sociali e giuridiche accettabili, in suo onore il quartiere si chiamò Josefov. Il quartiere divenne ufficialmente parte della città nel 1850 e nel 1890 venne quasi totalmente distrutto dalle opere di bonifica per risanare la precaria situazione igienica che costituiva un rischio per tutta la città. Già alla fine del XII secolo gli insediamenti ebraici costituivano un'isola collegata alla zona della piazza della Città vecchia. Nella propria «città» gli ebrei avevano istituito un governo autonomo e costruito scuole e sinagoghe. Il vecchio ghetto ora non esiste più, ma l'atmosfera magica del luogo permane nelle zone attorno alle sinagoghe e al vecchio cimitero.

Vecchio cimitero
Il quartiere ebraico di Praga, lo Josefov, si erge sulla parte più settentrionale della città, di fronte al Castello, sull'altra sponda della Moldava. Per secoli gli ebrei di Praga vissero in difficili condizioni e dovettero sottostare a leggi discriminatorie. I cristiani li accusavano di appiccare incendi o di avvelenare pozzi e solo la salita al trono di Giuseppe II nel 1784, portò a delle condizioni sociali e giuridiche accettabili, in suo onore il quartiere si chiamò Josefov. Il quartiere divenne ufficialmente parte della città nel 1850 e nel 1890 venne quasi totalmente distrutto dalle opere di bonifica per risanare la precaria situazione igienica che costituiva un rischio per tutta la città. Già alla fine del XII secolo gli insediamenti ebraici costituivano un'isola collegata alla zona della piazza della Città vecchia. Nella propria «città» gli ebrei avevano istituito un governo autonomo e costruito scuole e sinagoghe. Il vecchio ghetto ora non esiste più, ma l'atmosfera magica del luogo permane nelle zone attorno alle sinagoghe e al vecchio cimitero.

Sinagoga Vecchio-Nuova
Fu costruita verso la metà del Duecento in stile primo gotico. Originariamente veniva chiamata sinagoga ”Nuova“ o ”Grande“ per distinguerla dal vecchio tempio preesistente, ormai scomparso. Solo nel Cinquecento, dopo la costruzione di altre sinagoghe, si diffuse la denominazione di sinagoga ”Vecchio-Nuova“. La sala principale è oggi l’unico esempio originale di sala medievale esistente al nord delle Alpi. Due sale ancora più antiche, ma non conservatesi, erano quelle della sinagoga romanica di Worms (del 12° secolo) e della sinagoga in stile primo gotico di Ratisbona. La sala è sormontata da volte formate da sei campi pentagonali sostenuti da due pilastri di pianta ottagonale. La sinagoga Vecchio-Nuova, che non fa parte del complesso del Museo Ebraico, è una delle tre sinagoghe praghesi, assieme alla Vysoká (Alta) e alla Jeruzalemská (di Gerusalemme), dove tuttora si svolgono le funzioni religiose.
