In viaggio nel quartiere dell'Eixample di Barcellona. Qui a fianco una breve spiegazione delle tappe corredata dalle foto degli itinerari. Di seguito ci sono i link per continuare a navigare nel sito e le solite sezioni relative allo shopping, ai ristoranti ed agli alberghi.

 

 

mappa barcellona Pianta di Barcellona

Ciutat Vella e Barri Gotic

piazza catalunya Ramblas, Porto e Ciutadella

palau nacional Montjuic

castello Eixample e Monumenti Esterni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Barcellona

Eixample e Monumenti Esterni

Simbolo per eccellenza della Renaixenca di Barcellona è il quartiere dell'Eixample, che corrisponde all'ampliamento della città avvenuto all'indomani dell'abbattimento delle mura (1859). Si tratta di una vera e propria seconda Barcellona, impostata dall'ingegner Ildefons Cerdà i Sunyer (1815-76) su un regolare impianto di vie che si incrociano ad angolo retto e formatasi tra il 1870 e il 1936 senza i molti spazi verdi previsti nel progetto; tanti sono invece gli esempi di modernismo, legati sia a palazzi privati che ad infrastrutture pubbliche.    

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Passeig de Gracia

Il viale è l'asse centrale del Quadrat d'Or, la parte dell'ampliamento urbano dove si insediò la borghesia; lungo quasi 1,5 Km, è interamente ombreggiato da una quadruplice fila di platani e illuminato di notte da lampioni di inizi XX sec., sotto i quali i barcellonesi ed i turisti passeggiano intenti a rimirare le vetrine dei negozi (si trovano infatti lungo questa strada le migliori boutique della capitale della Catalogna) e le facciate degli edifici modernisti.

passeig de gracia

 

Manzana de la Discordia

Davvero insolito il soprannome coniato per il terzo isolato lungo il lato sinistro del passeig de Gracia:"pomo della Discordia", in quanto su questo spazio, che come tutti quelli dell'Eixample è formato dai fronti smussati dei palazzi si "sfidano" ben quattro palazzi opera di altrettanti famosi esponenti del modernismo. Di Lluis Domenech i Montaner è la casa Lleo Morera (al n. 35), eretta nel 1906 richiamando-in scala ridotta-il palazzo della Musica Catalana.

casa morera

Cinque anni dopo (1911) Enric Sagnier i Villavechia eressa la casa Mulleras (al n. 39), dove il Museu Perfum si intona perfettamente al carattere esclusivo del quartiere con la ricca mostra di essenze da tutto il mondo. Richiama edifici del Nordeuropa e le forme del gotico l'adiacente (al n. 41) casa Ametller, per la quale Josep Puig i Cadafalch inventò un frontone a gradoni ricoperto da una ricercata decorazione in piastrelle di ceramica.

casa ametller

Ma l'edificio più noto della Manzana della Discordia è senza dubbio casa Batllò, che Antoni Gaudì realizzò nel 1905-1907 reinterpretando, per l'omonimo industriale tessile, un preesistente palazzo. Nonostante l'abbondanza di elementi decorativi e di forme diverse, comunica una sensazione di eccezionale leggerezza: dalla facciata ondulata sporge la galleria del primo piano, sorretta da colonne e con splendide vetrate alle finestre. La profusione di colori dei piani superiori, ottenuta tramite l'impiego di ceramiche spezzate e di vetri, si sposa ai celebri balconi in ferro a forma di maschera; il tetto è costituito da tegole in ceramica che compongono come un drago fantastico e la torre circolare culmina in una croce a quattro braccia.

batllò

batllò

batllò

 

La Pedrera

Questo è il nome con il quale è più nota la casa Milà, con la quale Gaudì rivoluzionò nel 1905-1910 il modo di concepire strutturalmente un condominio residenziale. Dichiarata già nel 1984 patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, si presenta all'esterno con un prospetto in pietra che riesce a conferire leggerezza a tale materiale grazie alle onde che lo movimentano, alle finestre che paiono scavate nella pietra e ai balconi che, sempre circolari, sono decorati da ringhiere in ferro battuto a motivi floreali; a chiudere in alto l'edificio è una terrazza popolata da bianche figure fantastiche. Le tozze colonne ricoperte in pietra che sorreggono la facciata ritornano anche all'interno, dove si uniscono a pilastri in metallo che permettono una disposizione completamente nuova degli spazi interni, in quanto non vi sono pareti di sostegno all'edificio. All'interno vi è una sorta di museo virtuale sulle realizzazione di Gaudì.

la pedrera

 

Sagrada Familia

La si consideri un delirio di onnipotenza di Antoni Gaudì, che per occuparsene a tempo pieno rinunciò a ogni altro incarico, o l'esempio più emblematico del desiderio di stupire di Barcellona, la chiesa dell'Eixample è l'immagine della capitale della Catalogna e il simbolo della sua riscossa dopo tanti secoli di decadenza. Difficile non si sappia già che è un luogo di culto incompiuto, sul quale tutt'oggi si discute se portarlo a termine (Gaudì non ha lasciato alcun progetto definitivo) o se interromperlo, nonostante dopo la morte dell'architetto la costruzione sia progredita. Più facile è che non si sappia che non fu lui a porne la prima pietra nel 1882, anche se già l'anno successivo venne incaricato dell'impresa. L'architetto sostituì il primo progetto con un progetto ancora più grandioso., che prevedeva tre facciate-dedicate rispettivamente alla Natività, alla Passione e Morte e alla Gloria di Cristo- ben 12 torri sul prospetto principale a simboleggiare gli apostoli, un torrione centrale circondato da altri quattro (raffiguravano Cristo e gli Evangelisti) e una torre absidale dedicata alla Vergine.

sagrada familia

sagrada familia

 

Hospital de la Santa Creu i de Sant Pau

Lluis Domenech i Montaner realizzò tra il 1902 e il 1912, al fondo di avinguda de Gaudì, qualcosa di staordinariamente nuovo per questo particolare tipo di struttura pubblica: un complesso di padiglioni sparsi nel verde, collegati fra loro da passaggi sotterranei che fungevano al tempo stesso da ambienti di lavoro e di servizio, il cui aspetto d'insieme non era quello di un ospedale, grazie sia alla forma particolare dei singoli edifici-tutti in stile modernista-sia alla profusione di decorazioni di colore. Se interessanti risultano tutti i padiglioni, un particolare significato contraddistingue il blocco dell'Amministrazione, che funge da ingresso al complesso: perchè la decorazione non è solo funzionale all'architettura, ma ha anche un significato simbolico e religioso: esaltato dalle sculture di Pau Gargallo (1881-1933), dalle pitture e dai mosaici di Francesc Labarta e Mario Maragliano, e dalla pianta stessa dell'edificio, che con le ali avanzanti rimanda alla carità e alle funzioni sociali e curative dell'ospedale.

hospital de la santa creu

hospital de la santa creu

 

Park Guell

Doveva essere una città-giardino, impostata su lotti triangolari in aperta opposizione alla pianta rigidamente ortogonale dell'Eixample. Ma anche questa invenzione di Gaudì, progettata nei primi anni del XIX sec. e patrimonio dell'umanità tutelato dall'UNESCO dal 1984, non giunse a termine, venendo interrotta nel 1914 e trasformata in parco pubblico già nel 1923. Nonostante questo, le parti realizzate sono un ulteriore documento dell'estro dell'architetto. Dovevano servire da portineriai due padiglioni, ricoperti di frammenti di ceramica, che costituiscono l'attuale ingresso al parco, raggiungibile dall'ospedale percorrendo la ronda del Guinardò e la travessera de Dalt.

park guell

Oltrepassati questi, la scalinata famosa per il dragone, che funge anche da fontana, raggiunge una sala ipostila che rivisita lo stile dorico greco nelle 84 colonne coperte da cupola e che aveva funzioni di centro commerciale (qui si concentravano secondo il progetto iniziale il mercato ed i negozi).

park guell

Solo due delle 60 ville previste vennero costruite: quella realizzata nel 1911 è il Museu Gaudì, dove l'architetto visse e che conserva disegni originali, progetti e mobili da lui disegnati per le case Milà e Batllò.

casa gaudì